Coltivare i peperoncini piccanti: La fase vegetativa

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Giunto a questa parte della coltivazione, sicuramente avrai già letto la fase di semina, o comunque hai già seminato e fatto nascere le tue amate piantine e ti interessa curarle al meglio in questa importantissima fase del loro ciclo vitale: la fase vegetativa.

Questa argomento è molto importante, perché è la fase che va dalla nascita della piantina fino allo sviluppo dei fiori e quindi dei frutti, e solo curando al meglio le tue piante in questa fase, potrai godere di un ricco raccolto finale; al contrario, tralasciando diversi particolari o la cura generale durante questa fase di sviluppo, difficilmente riuscirai ad ottenere ottimi risultati finali.

NB: se hai seguito alla lettera la descrizione della fase di semina, sicuramente avrai ottenuto un’ottima percentuale di nascita delle piante; se qualche piantina non fosse nata, non scoraggiarti, purtroppo può capitare.

In questa fase devi offrire la massima resa luminosa alle piante, come già spiegato precedentemente, con lampade CFL o Neon, ma anche hps se disponibili, con luce fredda a 6400k e con un’alta intensità luminosa (per la mia semina nel 2017 ho dato alle piante circa 5000 lumen per un piano di 120×50 cm ad una distanza di 40 cm dalla base), controllando sempre che la luce non sia né troppo forte né troppo debole per le tue piante.

Come capire se la luce è giusta per le piante?

Molto semplice, se le piante cominciano a “filare” (stretching in termine tecnico), quindi si svilupperanno solo in altezza, questo significa che le piante vanno alla ricerca di luce e quindi questa non è sufficiente, devi quindi avvicinare o potenziare le luci.

Se al contrario le piante si sviluppano in “larghezza” con foglie e fusto sempre più spessi, la luce è perfetta. Un altro fattore importante per renderci conto della luce ideale è controllare il fusto: se il fusto prende un colore violaceo allora è perfetta.

Nel caso invece che le foglie delle piante risultino bruciacchiate o la pianta tende ad ammosciarsi, significa che l’intensità luminosa è troppo alta, quindi cerca di distanziare o diminuire la potenza luminosa finché non si saranno completamente abituate.

Un’altra cosa da controllare in questa fase è l’acqua, si dovrà quindi aumentare la dose d’acqua (perché naturalmente la piantine sono più grandi), evitando però sempre i ristagni per evitare funghi e muffe. Consiglio quindi di dare una buona dose d’acqua alle piante ed annaffiare nuovamente solo quando la terra sarà completamente asciutta, così sarai sicuro di dare realmente l’acqua che serve alla pianta e nulla di più.

Una volta data la giusta dose di luce ed acqua alle piante, vedrai che giorno dopo giorno le piante si svilupperanno sempre più, mettendo sempre nuove foglie ed ampliando sempre più le proprie radici. A questo punto quindi, devi procedere dando una nuova casa alle tue piante per poter far si che continui la fase di sviluppo al meglio.

Il rinvaso

Dopo aver sviluppato pienamente almeno 6/8 foglie, se seminate in piccoli vasetti, semenzai o bicchierini da caffè, le nostre piante cominceranno a stare strette ed avranno bisogno di vasetti più grandi, consiglio quindi di passare al rinvaso in vasetti di circa 10 cm di diametro per 10 cm di altezza. Se invece hai seminato subito in vasetti di queste dimensioni ti consiglio di aspettare ancora un po’ e procedere poi direttamente col rinvaso finale che spiegherò più avanti*.

Preparate quindi i nuovi vasi riempendoli in parte con una mix formato dall’80% di buon terriccio universale e 20% perlite o pomice (>leggi l’articolo su come scegliere il miglior terriccio per il rinvaso<); prendi quindi la pianta da rinvasare e delicatamente rimuovila dal contenitore di semina, lasciando il panetto di terra attaccato alle radici completamente intatto, e ponila nei nuovi vasetti che hai preparato compensando con altro terriccio nei punti dove manca; compatta leggermente con le mani il tutto per dare stabilità alla piantina e dai una leggera annaffiata alla terra per farla compattare ancora. Nel caso servisse rincalza con altra terra fino a raggiungere quasi il bordo del vaso (lascia sempre un minimo dal bordo per non far traboccare l’acqua) e infine ricopri con un leggero strato di vermiculite o perlite o pomice ed un ulteriore annaffiata evitando sempre ristagni.

NB: la perlite o la pomice sono fondamentali nel mix per dare aerazione al terreno e mantenere umidità all’interno, in genere viene usata anche l’argilla espansa a fondo vaso per drenare acqua in eccesso e comunque mantenere umidità – la perlite o la pomice o la vermiculite sono importati sulla superficie per mantenere umido il terreno e non farlo seccare subito a contatto diretto col sole/luce.

*Una volta che le piante son cresciute abbastanza e cominciano a ritenere stretto il vaso da 10cm (puoi verificarlo estraendo leggermente la pianta dal vasetto e vedendo la struttura delle radici, se il panetto di terra è quasi tutto pieno di radici la pianta ha bisogno di maggiore spazio), dovrai procedere con il rinvaso finale che equivale ad un vaso di 20 litri per i Capsicum Chinense e 15 litri per tutti gli altri. Nel caso di problemi di spazio potrai usare anche vasi da 10 litri o comunque minimo 5 litri, riuscirai comunque ad ottenere buoni risultati; naturalmente vale la regola che più grande sarà il vaso e più grande sarà la pianta e quindi il raccolto. Anche questo rinvaso definitivo puoi effettuarlo come il precedente.

NB: la coltivazione in vaso che consiglio naturalmente non è obbligatoria, se hai a disposizione un orto può tranquillamente metterle direttamente in terra come rinvaso finale. Questa è un’ottima soluzione soprattutto quando si coltivano molte piante, in quanto molto più economica e produttiva della coltivazione in vaso.

Fertilizzazione

Naturalmente, come ogni altra pianta, oltre ad acqua e sole le nostre piante avranno bisogno di un po’ di nutrimento extra per garantire al massimo la produzione di frutti, infatti il solo terriccio, per quanto buono possa essere, non potrà offrire tutti i nutrimenti di cui la pianta ha bisogno. Quindi già dal primo rinvaso consiglio di dare un po’ di fertilizzante alle nostre piante, seguendo le tabelle riportate sulla confezione del prodotto.

Se come me sei un sostenitore del biologico, ti consiglio di usare solo prodotti specificatamente contrassegnati come BIO e composti solo da ingredienti naturali, per le prime fasi per comodità e facilità di utilizzo di consiglio di optare per fertilizzanti liquidi tipo BioBizz BioGrow, mentre più avanti puoi adottare anche altre soluzioni come lo Stallatico Pellettato o il Letame, soprattutto nella fase vegetativa pre-fioritura danno una bella carica alle piante perchè ricchi di azoto. Altrimenti puoi optare per l’humus di lombrico o fare una soluzione BIO ed a costo zero e optare per fare un compost homemade con scarti organici (approfondirò questo punto in un altro articolo dedicato).

Invece, nel caso non fossi interessato al biologico, puoi utilizzare un qualsiasi concime chimico liquido o granulare con valori di nutrimento leggermente sbilanciati in N, quindi azoto, per favorire la fase vegetativa (es: NPK 15-10-10).

Per l’applicazione di questi prodotti, visto che ognuno ha un diverso dosaggio, ti consiglio di seguire le tabelle riportate sulla confezione o contattare direttamente il produttore.

Ti consiglio inoltre di leggere l’articolo dedicato ai fertilizzanti per saperne di più a riguardo-> i migliori fertilizzanti biologici.

Una volta affrontata al meglio questa fase, vedrai che le piante cresceranno sempre di più e potrai quindi passare alla terza fase sulla coltivazione dei peperoncini piccanti: >Fioritura e raccolta.

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